Nomina di un commissario per l’elemergenza

In un momento in cui tutto diventa opinabile in un carosello di alti e bassi, di provvedimenti che si rincorrono tra anomalie e contraddizioni quasi a far gara a chi taglia prima il traguardo, nella nostra Regione, si sente da più parti la necessità della nomina di un commissario unico per la gestione dell’emergenza.

Se questa scelta pare praticabile per la gestione sanitaria, non altrettanto si può dire per la crisi economica che ci troviamo a fronteggiare. E’ vero che siamo di fronte ad una situazione senza precedenti, che il nostro paese è in attesa di ricovero, ma la cura non sembra appropriata. Si sta ancora aspettando la certificazione per un farmaco finanziario capace di alleviare la sofferenza economica, senza un protocollo ed una visione futura.

Non siamo, però, “maturi” per un commissario unico in campo economico. Spiace doverlo scrivere ma la querelle che sta riguardando la finanziaria regionale Finaosta dovrebbe essere d‘insegnamento. In momenti di crisi in cui è necessario decidere in fretta non ci può essere spazio per la bagarre politica. Come imprenditore e libero professionista ritengo che la gestione della crisi economica debba essere affidata ad una squadra, o se preferite per usare un temine in voga in questi giorni, ad una task force di esperti e di tecnici. Penso sia necessario il coinvolgimento dei rappresentati di categoria.

Non voglio dimenticarne nessuno, tutti devono essere rappresentati; la crisi coinvolge tutti, pertanto elenco le categorie: artigiani, agricoltori, commercianti, albergatori, industriali, autonomi e liberi professionisti. Certo, sono di parte, comunque mi permetto una riflessione su questi ultimi. Come se fossero figli di un dio minore, sono stati praticamente esclusi dalle misure previste dal decreto Cura Italia, però la maggior parte di loro rientra tra le attività ritenute essenziali per il Paese. Mi scuso per la riflessione e tornando alla squadra dei tecnici auspico che ne siano anche parte i rappresentanti di Valfidi, dei Confidi e della Chambre Valdotaine. Al team verrebbe affidata la gestione della crisi economica della quale individuo due momenti distinti.

L’attuale che stiamo vivendo caratterizzato dalla mancanza di liquidità e dalla necessità di superare alcuni vincoli burocratici, che non consentono o rallentano le soluzioni. Mi riferisco, per esempio a quanto accaduto allo stilista valdostano Porliod. Una volta creati i camici per medici e infermieri, non ha potuto consegnarli immediatamente per via della mancanza nella sua Visura Camerale di un codice Ateco specifico. Poi la squadra dovrà affrontare la sfida della “ricostruzione” che rappresenta il secondo momento. In ogni istante dovrebbero prevalere l’equilibrio e la collaborazione. Chiunque sarà parte del gruppo, mi auguro sappia essere abbastanza saggio da scendere dal proprio campanile e mettersi al servizio di tutte le attività produttive valdostane.

La crisi economica riguarda tutti, nessuno escluso. Non abbiamo bisogno di protagonisti o di eroi. Per fortuna ne abbiamo già tanti nelle corsie dei nostri ospedali. Da quanto apprendo dai media, la nostra Regione ha delle risorse economiche da mettere in campo: leggo di circa 123 milioni disponibili. Rinnovo al mondo politico l’appello già rivolto nel mio precedente intervento, accettate l’aiuto di tecnici e imprenditori. Come è stato scritto “quando la natura ha bisogno di nuove idee, cerca associazioni, non l’isolamento”.

Mai come in questo momento le risorse non vanno sprecate e soprattutto si rende necessario coordinarle con quelle messe a disposizione a livello nazionale, che purtroppo paiono insufficienti, nonostante i correttivi dell’ultima ora. Mai come in questo momento è necessario decidere e agire.

Non abbiamo idea per quanto tempo durerà la “serrata”, il tempo passa, abbiamo il dovere di proteggere il tessuto imprenditoriale valdostano, fatto, per lo più, di micro e piccole imprese. Altrimenti chi contribuirà alla ricostruzione??

Paolo Attilio Laurencet - Consulente ad Aosta

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