Un momento particolare

In questi giorni sembriamo protagonisti dell’opera di Samuel Beckett “En attendant Godot”. Auguriamoci che il finale sia diverso da quello del Romanzo.

Noi lavoratori, autonomi e dipendenti, considerati insieme e non in antitesi perché siamo le due facce della stessa medaglia, egualmente importati per la produttività del Paese, siamo ancora in attesa delle misure, che il Premier Conte, nelle sue consuete conferenze, continua a definire poderose.

Il mondo degli autonomi in senso lato attende i 600 euro, i lavoratori dipendenti la Cassa Integrazione. Siamo al 6 di aprile e come Estragon e Vladimir, protagonisti dell’opera di Beckett, aspettiamo, invano, sotto un albero, in una strada di campagna. Mi concedo una riflessione sulla procedura telematica per la richiesta dei 600 euro: pur non essendo un esperto informatico, prevedere che se 5 milioni di contribuenti si connettono più o meno nello stesso momento allo stesso sito il sistema possa andare in tilt, forse, non era così complicato. Tralascio la falla che si è generata a livello di privacy; l’ha spiegata perfettamente con un video il consulente informatico valdostano Luca Tornabene.

Le misure a sostegno di imprenditori e dipendenti non sono sufficienti e soprattutto la famosa liquidità di cui il sistema economico necessita è ancora sospesa nell’etere per via di procedure confuse e troppo complicate. Il ministro Gualtieri, nel fine settimana, ha preannunciato un maxi finanziamento ponte ma il consiglio dei ministri deputato a vararlo non si è ancora riunito.

Aspetta anche il Governo. Attende e guarda all’Europa. E’ stata una settimana piena di dibattiti, abbiamo anche rispolverato la storia, per carità esercizio che non fa mai male anzi, ma siamo rimasti ai proclami e alle teorie. Non credo che i Corona Bond siano una soluzione utile, sia per i tempi di emissione degli stessi, sia perché comunque i titoli incorporerebbero anche parte di debito del nostro paese. Il Fondo Salva Stati senza Troika e vincoli, mi pare la scelta più percorribile e più di buon senso in questa fase.

Però, c’è un grande PERO’: anche gli altri stati guardano all’Unione Europea e nel frattempo non aspettano. Lo avevo già scritto, Francia e Spagna sono intervenute con circa 350 milioni, la Germania 500. Le aziende francesi e tedesche stanno già ricevendo la liquidità di cui hanno bisogno tramite prestiti bancari garantiti anche integralmente dallo stato. Non condivido la politica dei 600 euro, penso che le risorse economiche andrebbero utilizzate affinché le imprese, intese in senso lato; possano beneficiare di finanziamenti garantiti al 100% dallo Stato, e magari a tasso zero. La garanzia statale integrale è la condicio sine qua non perché tutti gli operatori economici, senza esclusioni o preclusioni, possano beneficiare dei finanziamenti di liquidità. Altrimenti la misura riguarderebbe solo coloro che già hanno accesso al credito bancario. Per favore, attenzione alle procedure troppo articolate, si rischia la Caporetto dell’INPS. Corretta la CIG in deroga, ma solo se vi sono risorse per tutti e non si cada in meccanismi da click day. Peccato che sia prigioniera di un sistema complicato e complesso che non consentirà di accedervi se non alla fine del mese di aprile.

Aspetta anche il Direttore dell’Agenzia delle Entrate. Come ha comunicato in uno dei vari talk show che affollano le reti televisive, aspetta di poter recapitare cartelle, avvisi e altri atti che il decreto Cura Italia ha fermato momentaneamente ai box. Attesa ricompensata con l’allungamento di due anni dei termini di prescrizione. Molto interessante ! Quattro giorni di proroga delle scadenze fiscali hanno consentito senza indugio alcuno di superare il mostro burocratico. Perfetta medicina per l’economia che langue.

Chi non aspetta sono i sindaci valdostani che hanno deliberato il taglio delle proprie indennità a favore di un fondo a sostegno di coloro che hanno maggiori difficoltà a far fronte all’emergenza. Che questa iniziativa sia di esempio per altri amministratori pubblici, non solo regionali?! Chissà.

Perché non pensare ad una spending review di emergenza con l’obiettivo di finanziare un fondo a sostegno delle attività produttive. Sarò ripetitivo ma senza liquidità quando sarà il momento di ripartire le nostre aziende che saranno ancora sul mercato rischiano di arrivare con il fiato corto. I nostri concorrenti europei paiono più pronti.

Infine la Regione continua ad interrogarsi sul Commissario straordinario; l’ipotesi di un tavolo tecnico è durata solo qualche ora, poi considerata fuorviante e accantonata, infine rispolverata ma in versione light. Un primo passo avanti, va dato atto, la nostra Regione lo avrebbe fatto per il tramite della Seconda Commissione ( deleghe economiche) che entro il 15 aprile dovrebbe rendere operative alcune misure economiche per facilitare l’accesso al credito ed il supporto delle aziende valdostane. Parafrasando il titolo di un noto film interpretato da Benigni e Troisi “non ci resta che attendere”.

Paolo Attilio Laurencet - Consulente ad Aosta

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